IL MARCHIO BALLY

GLI ESORDI

Nel 1847 Carl Franz Bally e suo fratello rilevano la fabbrica di nastri elastici e bretelle.

Nel 1850 Carl Franz Bally si reca a Parigi per un viaggio di lavoro ove resta affascinato da un paio di babbucce finemente decorate. Ne porta con se diversi modelli per sua moglie e, rientrato in Svizzera, raduna i calzolai locali, dando così avvio in modo pionieristico, alle tecniche della prima produzione calzaturiera.

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IL DECENNIO 1850

Nel 1851 Carl, insieme al fratello, fonda la "Bally & Co.". Nel piccolo villaggio svizzero di Schonenwerd si avvale della collaborazione di calzolai tedeschi che lavorano nel seminterrato della sua casa, chiamata "Haus zum Felsgarten".

Le prime scarpe sono realizzate completamente a mano, ma la loro fabbricazione si basa sulla suddivisione del lavoro. Dopo alcuni problemi iniziali con la produzione e la qualità, nel 1854 viene costruita la prima fabbrica nel centro del villaggio. Quando suo fratello Fritz si ritira dagli affari, Carl Franz Bally fonda la "C.F. Bally".

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IL DECENNIO 1860

L'area di produzione all'interno della fabbrica viene ampliata, e C.F. Bally impiega oltre 500 operai. La produttività dell'industria calzaturiera ha una svolta decisiva con l'introduzione delle prime macchine da cucire e le macchine a vapore che azionano i telai.

Nel 1868, Bally costruisce una nuova fabbrica di nastri elastici con annesso un canale acquifero per alimentare con una turbina ad acqua la prima macchina da cucire MacKay Sole. Gli stabilimenti sono collegati a una linea ferroviaria e nel centro di Schonenwerd viene realizzato un parco pubblico.

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IL DECENNIO 1870

Nel 1870 C.F. Bally Co. tocca i vertici dell'industria calzaturiera europea grazie alla quasi totale meccanizzazione della sua produzione. Sempre innovativo ed interessato alla tecnologia del settore, il figlio di Franz, Edward, viaggia attraverso il Regno Unito e gli USA per studiare le ultime scoperte in fatto di fabbricazione e distribuzione. In un secondo tempo, importa i macchinari americani per impiegarli nella fabbrica svizzera.

La società si espande rapidamente e apre filiali a Montevideo, Buenos Aires, Ginevra e Parigi. Nei dintorni di Schonenwerd sorgono nuove fabbriche, negozi e i macchinari moderni rendono la produzione ancora più efficiente. Le scarpe Bally diventano più comode, elegante e alla moda a seguito del forte influsso subito dai dettami dell'eleganza parigina.

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IL DECENNIO 1880

Refrattarie alla produzione in serie, grazie alla loro eccellente finitura, qualità del materiale e decorazione, le calzature Bally sono già sinonimo di lusso.

A partire dal 1880, Bally assume agenti per vendere i suoi articoli ad Alessandria, Barcellona, Beirut, Bruxelles, Bucarest, Il Cairo, Costantinopoli, Amburgo, Lisbona, Madrid, Marsiglia, Sofia e Vienna.

Nel 1881, Bally apre i battenti della sua prima boutique nella prestigiosa New Bond Street di londra e spera di inserirsi nei mercati dell'Impero Britannico e di conseguenza usufruire del loro enorme potenziale. Tuttavia, i canoni di qualità del mercato britannico sono molto elevati e la produzione necessita ancora di perfezionamento.

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IL DECENNIO 1890

Nel 1892 Carl Franz Bally cede le redini degli affari ai suoi figli che chiamano l'azienda "C.F. Bally and Sons". In questo momento la società produce due milioni di paia di scarpe l'anno. Nel 1899 il fondatore della società scompare.

Bally, per mezzo dei macchinari unisce la tomaia alla suola mentre la maggior parte del lavoro viene ancora eseguito a mano. I macchinari Goodyear sono noleggiati dagli USA per produrre le scarpe con tramezzo Goodyear.

Dopo un netto adeguamento alle esigenze di mercato, viene fondata la London Shoe Co., la società britannica di vendita al dettaglio e vengono inaugurate le boutique di New Bond Street e Victoria Street. Inizialmente sono le calzature da bambino e le scarpette da ballo in seta ad essere esportate.

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IL DECENNIO 1900

Gli anni successivi al 1900 sono gli anni del boom economico e del libero scambio. Si potenziano gli importanti mercati di Francia, Germania, Austria e Italia.

Nel 1907 Bally diventa una società a pubblica - la C.F. Bally Co. Ltd. - di cui la famiglia detiene ancora la maggioranza.

Durante questo periodo, la scarpa di vernice guadagna gradualmente popolarità nelle versioni da sera e da ballo. Viene indossata anche di giorno, con eleganti decori in casa e in occasione delle gite estive.

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GLI ANNI '10

Il regno Bally si espande senza sosta, sorge un nuovo centro di produzione in Francia, altri a Dottikon e Niedergosgen, concerie in Argentina e vengono aperti punti vendita in Svizzera.

La prima guerra mondiale non intacca la crescita di Bally, mentre si intrattengono rapporti d'affari tra le due parti : una in guerra e l'altra neutrale. Bally fornisce scarpe militari agli eserciti francese, tedesco e svizzero.

Il 1916 è un anno da record : si vendono 3.9 milioni di paia di scarpe e 7159 persone lavorano per Bally.

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GLI ANNI '20

Il potere d'acquisto di Francia e Germania molto diminuito in conseguenza della guerra costringe Bally a un ridimensionamento della produzione fino a rendere necessari i licenziamenti.

Nel 1921, la C.F. Bally AG si costituisce in società holding, comprendente cinque diverse divisioni : vendita al dettaglio, vendita all'ingrosso, produzione, conceria e beni immobili.

Lentament, la situazione economica in Europa riprende e Bally risorge dalla crisi e aumenta sia i punti vendita che i centri di produzione in tutto il mondo. In Svizzera, nasce una società di vendita al dettaglio, la Bally Arola AG.

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GLI ANNI '30

La depressione mondiale affligge la produzione calzaturiera di Bally e il settore delle esportazioni. La seconda guerra mondiale limita i rifornimenti di pelle e di conseguenza si escogita l'impiego di altri materiali per la produzione di scarpe (gomma, sughero, legno e paglia).

Bally propone calzature per ogni occasione : per lavoro, sport e tempo libero, escursionismo, sci, montagna e golf.

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GLI ANNI '40

L'amore della famiglia Bally per le calzature e il suo feeling per la qualità e la tradizione la porta a collezionare scarpe dei IXX secolo. Nel 1942, la residenza di C.F. Bally, "zum Felsgarten", si trasforma nel "The Bally Shoe Museum". Custodisce una delle più grandi collezioni di questo genere al mondo, documentando la storia sociale e culturale del footwear, dall'antichità ai giorni nostri.

Il design e la sua impronta è il tema che attraversa secoli e culture differenti. Di particolare importanza, l'accento riservato nell'esposizione alla corporazione dei calzolai e allo sviluppo della maestria artigiana.

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GLI ANNI '50

Con la celebrazione del centenario di Bally, nel 1951, ha inizio una serie di anni boom.

Si costituiscono in Svizzera nuovi centri di produzione, gli stabilimenti già avviati di Aarau e Schonenwerd vengono modernizzati, mentre la crescente domanda di artigiani può essere soddisfatta solo rivolgendosi all'estero.

Si estende il mercato in Sud Africa, Belgio e Rio De Janeiro, e una conceria viene aperta a Buenos Aires.

Ispirata all'elegante stile di vita di un hotel di lusso, la Scribe, l'ultima nata nelle calzature da uomo, si unisce alla linea Bally. Il nome proviene dal prestigioso Scribe Hotel di Parigi, ove Max Bally, nipote di C.F. Bally, risiede nel corso di questi anni. Le calzature Scribe costituiscono un autentico esempio di artigianato tradizionale nella sua più alta e classica forma di maestria calzaturiera arricchita da materiali di gran pregio, massimo comfort e design elegante.

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GLI ANNI '60

Dal 1965, la crescita delle importazioni di calzature a basso costo conduce alla saturazione del mercato svizzero mentre le esportazioni scemano. Bally ha bisogno di diversificarsi e apre alcune industrie, specializzate in gomma, colla e altre materie chimiche che col tempo diventano indipendenti.

Il 5° punto vendita di Bally a Monaco, in Germania, riapre i battenti dopo un intervento di rinnovo dell'intero edificio. Con 1465 mq di superficie, è attualmente il più grande punto vendita Bally al mondo.

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GLI ANNI '70

La società aumenta le vendite e amplia la sua distribuzione internazionale.

Dal 1976 Bally si espande nel settore dell'abbigliamento, delle borse da donna e altri accessori in pelle.

Nel 1977, per la prima volta nella sua storia, Bally cede la proprietà a una persona esterna alla famiglia. Werner K. Rey, un investitore svizzero, acquisisce il controllo della società che dopo solo nove mesi rivende alla holding Oerlikon-Buhrle, produttore svizzero di armamenti.

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GLI ANNI '80

Diventano sempre più rilevanti i mercati in Estremo Oriente e negli Stati Uniti, e nel 1988 nasce la Bally Japan Ltd.

Sebbene volume e vendite aumentino temporaneamente sotto la direzione del nuovo management, il marchio è indebolito a causa degli inappropriati accordi di licenze e di un'inadeguata distrubuzione. Il prodotto Bally, sul mercato da 125 anni, è compromesso.

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IL DECENNIO 1990

La recessione a livello mondiale colpisce Bally in modo significativo, tanto da rendere necessaria una concentrazione dei centri di produzione. Ciò implica il ricorso crescente a componenti non Bally come tacchi, forme e suole.

Nascono Bally Hong Kong Ltd., Bally Singapore Ltd., Bally Australia Pty. Ltd.

Nuovi store si aprono in Cina, Arabia Saudita, Libano, Turchia, Nepal, Brasile, Colombia, Ungheria, Estonia, Hong Kong, Kuala Lumpur, Giappone e Australia.

Nel 1999, la Texas Pacific Group, una società americana privata di investimento acquisisce Bally. Viene lanciata una nuova strategia per riposizionare la società quale marchio globale di lusso e la sua immagine viene ringiovanita.

GLI ANNI 2000

Nel 2001 Bally celebra il suo 150° anniverasio.

Attualmente, il quartiere generale di Bally è centralizzato nella base di Caslano, sul lago di Lugano. Il nuovo CEO, Marco Franchini, riunisce un team di designer internazionali per ridefinire completamente l'immagine del gruppo e il prodotto.

Nel 2003 si inaugura a Milano un nuovo showroom per accogliere la stampa e gli acquirenti che giungono da tutto il mondo in occasione delle sfilate e delle presentazioni della collezione.

Un nuovo centro di produzione viene concepito per garantire una qualità molto elevata. Le scarpe sono prodotte principalmente a Caslano; lo sviluppo e la coordinazione della produzione di accessori ha sede a Firenze, mentre il pret-a-porter si sta sviluppando ad Ancona.

Attualmente, esistono circa 200 store del marchio Bally sparsi per tutto il mondo e Bally continuerà a inaugurarne di nuovi e a rinnovare i vecchi in base alla sua recente ultima rivisitazione del concetto di store.

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Homepage : www.bally.com

 

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